









Il termine nuda proprietà fa riferimento a una situazione nella quale vi è, giuridicamente, uno sdoppiamento tra il titolare della proprietà di un determinato immobile (nudo proprietario) e chi di fatto ne gode (usufruttuario).
L’usufruttuario ha, sulla casa, tutti i diritti del proprietario: può abitarla, affittarla e può persino cedere a terzi il diritto di usufrutto, ma non può modificarne la destinazione economica (non può per esempio trasformare una casa di abitazione in un ufficio) ed è tenuto a pagare tutte le imposte e le spese di manutenzione ordinaria necessarie al godimento del bene (luce, riscaldamento).
Il nudo proprietario è invece esentato da qualsiasi imposta, e deve solo fare fronte alle spese straordinarie (quelle assolutamente necessarie alla conservazione del bene: per esempio il consolidamento dei muri, il rifacimento dei tetti o dei solai, la messa a norma degli impianti).
Alla scadenza del diritto di usufrutto (di solito coincidente con la morte dell’usufruttuario), però, tutte le prerogative sino a quel momento esercitate da quest’ultimo tornano al nudo proprietario che, da quel momento in poi, potrà disporre dell’immobile in piena libertà.
Il passaggio della nuda proprietà alla proprietà piena è automatico, e non comporta oneri per imposte sui trasferimenti.